Analisi dei Social Media per l’export

Se vuoi pianificare l’esportazione dei tuoi prodotti verso l’estero, puoi compilare il documento denominato “Piano di Export (Export Plan)” in cui riepilogare tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione consapevole.

Nei Social Media vengono pubblicati ogni giorno una quantità enorme di informazioni. Alcune di queste potrebbero essere utili per scrivere questo documento.

Roberto Marmo il giorno 8 giugno 2017 ha svolto un workshop presso la fiera SMAU a Bologna, in cui ha spiegato come usare il Social Media Mining per cercare alcune informazioni nei social media con cui scrivere il documento.

Le slide mostrate si possono recuperare tramite:

Un formato di base per creare il piano di export si può trovare in questo file nel formato MS Word.

 

 

Difendi la tua privacy mentre giochi su Facebook

 

privacy social network
Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/

Vuoi tutelare la privacy dei tuoi dati personali in Facebook quando giochi o rispondi a post dove chiedono la data del tuo compleanno? Questo articolo scritto con Diego Cecato spiega perché potresti mettere a rischio la tua privacy.

Gestione privacy su Facebook

Facebook è, senza dubbio, il più grande strumento di aggregazione dati presente nel mondo digitale. Infatti, al suo interno sono caricati testi, foto, video, e non solo, tutti i dati personali degli utenti iscritti sono inseriti all’interno dei server della piattaforma.

Ogni dato ha un valore, l’insieme di tutto questo agglomerato di informazioni fornisce il valore economico alla piattaforma che rielabora tutto a fini pubblicitari. Facebook offre varie funzioni per la tutela della privacy nel profilo personale su https://www.facebook.com/settings?tab=privacy cui si accede dopo essere entrati nell’account, le spiegazioni sono fornite su Privacy del profilo e del diario https://www.facebook.com/help/393920637330807/  e Strumenti e impostazioni sulla privacy di base https://www.facebook.com/help/325807937506242/

Chiedere i dati personali all’utente

Come insegna l’esperienza digitale, esistono diverse vie indirette per la raccolta dei dati personali. Parafrasando Kevin Mitnick, hacker studioso dell’ingegneria sociale, il modo migliore per ottenere un’informazione è chiederla direttamente. Perciò, avere i dati da Facebook è difficile, è più facile non passare dalla piattaforma e chiederli direttamente alle persone, risparmiando un sacco di soldi e tempo.

Entrano in campo due strumenti: il primo riguarda i giochi online, semplice e quasi evidente, il secondo riguarda il rispondere con dati personali a una domanda inserita in un post pubblicato su una pagina pubblica, più semplice del primo da creare, ma altrettanto efficace.

Privacy e giochi online

Senza dubbio, i giochi online sono uno dei vettori che ha portato a Facebook un forte aumento di iscritti e maggiore permanenza sulla piattaforma. Vengono realizzati tramite “applicazioni”, ovvero software che si può fornire a Facebook per creare qualcosa, caratterizzato dall’indirizzo URL del tipo http://apps.facebook.com Per conoscere come si programmano le applicazioni si può leggere il libro “Creare applicazioni per Facebook” scritto da Roberto Marmo per editore FAG nel 2011.

La società Zynga in questo campo la fa da padrone, con i suoi *ville (FarmVille, CityVille, etc…) basti pensare che il gioco più usato in assoluto è FarmVille con più di 75 milioni di utenti attivi.

Tutti questi giochi sono costruiti su base free to play, quindi gratuiti con eventuali acquisti in app per sbloccare abilità, skin o livelli. Il modello di business di queste applicazioni è dato dai soldi reali spesi nel giochino digitale, dalla pubblicità inserita nella grafica, ma probabilmente dalla rivendita dei dati personali degli utenti.

Infatti, quando ci si iscrive per la prima volta su questi giochi spesso viene richiesta l’autenticazione tramite Facebook. L’utente accettando il popup proveniente da una finestrella consente che i suoi dati personali finiscano direttamente nel database dell’applicazione, che provvederà tramite il sistema di gioco ad utilizzarli per eventuali reward (ad esempio con il giorno del compleanno si possono sbloccare delle abilità extra) e per i salvataggi di livello.

Spesso l’utente ha fretta ed è curioso di giocare, non si pone questioni, non legge le informazioni fornite sui link denominati App term e Privacy Policy, per cui accetta immediatamente le condizioni, senza sapere cosa sta condividendo con un server esterno e senza sapere come verranno utilizzati i suoi dati personali.

Come nell’esempio riportato nella figura successiva, preso in maniera casuale da un gioco di un grande publisher, si può notare come l’applicazione riceve gratuitamente i nostri dati personali, la lista amici e l’indirizzo email del giocatore, che potrà gestire come meglio vuole secondo le specifiche indicate nella privacy policy.

Richiesta permessi per installare gioco nel profilo personale Facebook.

Nel 2010 è stata avviata presso la Corte Federale di San Francisco una causa collettiva contro Zynga per aver condiviso i dati utente di Facebook con società di pubblicità e data broker, come si può leggere su http://gaming.hwupgrade.it/news/videogames/causa-collettiva-contro-zynga-per-la-privacy-di-farmville_34140.html e https://www.wsj.com/articles/SB10001424052702304772804575558484075236968 quindi può nascere qualche dubbio sull’utilizzo dei dati.

Privacy in post che chiedono dati personali

Se il precedente metodo di estrazione dei dati personali può apparire semplice, conviene considerare un’altra metodologia di raccolta dati degli utenti più semplice, utilizzata soprattutto da chi non ha risorse economiche sufficienti per lanciare un’applicazione di successo. La tecnica si basa sulla creazione di post virali che creano interazione, come nell’immagine seguente. Il nome della pagina, di chi ha condiviso e commentato sono stati oscurati per rispetto della privacy.

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In questo caso il creatore del post vuole fare un’analisi ed avere i dati degli utenti (fan), che spesso non hanno reso pubblici i loro dati, e che Facebook non fa rientrare nelle analitiche di pagina. A tal fine viene proposto un gioco apparentemente innocente: comporre un nome basandosi su alcuni dati personali.

Una volta pubblicato il post, il creatore può riepilogare: nome, cognome, usare le Graph API per ricavare il codice id utente, giorno e mese del compleanno. Tutto ciò si può raccogliere con calma all’interno di un database, da rivendere eventualmente a un inserzionista per creare engagement, concorsi post commerciali con messaggi precisi in determinati periodi dell’anno, quindi con elevata probabilità di successo.

Conclusioni

Online tutto sembra un gioco, ma quando affrontiamo con leggerezza questo mondo spesso andiamo a mettere a rischio la nostra privacy, permettendo inconsapevolmente l’utilizzo dei nostri dati personali a chi vuole ricavare un guadagno economico senza rendercene partecipi.